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In data 13 marzo 2003, da quattro luoghi diversi l'Associazione Nazionale
Paracadutisti d'Italia, a mezzo di suoi tedofori dava il via ad un
importante manifestazione volta a portare presso l'attuale Centro
Addestramento Paracadutismo, in Pisa, le fiamme delle 4 scuole militari
precedentemente costituite dall'Esercito italiano e riunirle in un braciere
posto nel piazzale El Alamein, presso la caserma Gamerra (attuale
sede del Centro Addestramento Paracadutisti al comando del Colonnello f.
par. M. Fioravanti) innanzi al monumento ai Caduti paracadutisti.
Così le fiaccole sono partite da:
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Castel Benito (Libia) sede della prima scuola militare di paracadutismo
che ha addestrato i Battaglioni di Fanti dell'Aria sia libici che
nazionali;
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Tarquinia sede della scuola militare che ha addestrato tutti i componenti
della Divisione "Folgore" che combatté durante il secondo
conflitto mondiale a El Alamein;
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Viterbo dove, sempre durante il secondo conflitto mondiale, furono
addestrati al lancio i paracadutisti della Divisione "Nembo" e
della costituenda Divisione "Ciclone";
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Tradate, sede del centro addestramento paracadutisti dell' A.N.R. che
addestrò i suoi paracadutisti dal 1943 fino alla fine del conflitto,
1945.
Al secondo gruppo regionale Lombardo è toccato
l'onore di organizzare, in collaborazione con il 4 gruppo, per il
tragitto di competenza, la staffetta che è partita dal Sacrario
Militare della città di Tradate in provincia di Varese.
Alle ore 20.00 dopo una breve ma toccante cerimonia tenuta dal Presidente
della Sezione di Milano il par. Dario Macchi, all'interno del Sacrario Militare
di Tradate

alla
presenza di numerosi Labari e paracadutisti, ospiti del Primo cittadino
della città di Tradate e del locale Nucleo A.N.P.D'I., il
Presidente Nazionale Gen. par. Francesco Merlino, coadiuvato dal
consigliere entrante del secondo gruppo il par. Luca Migliavacca,
consegnava la fiaccola testé accesa al primo tedoforo: il paracadutista
Sensoli, decano del Nucleo di Tradate, già effettivo alla omonima scuola
militare di paracadutismo.

Iniziava così una corale corsa contro il tempo che, in due giorni di
ininterrotto movimento, portava la nostra fiaccola a destinazione, in quel
di Pisa, percorrendo circa 370 Km. di strade provinciali.

Alla staffetta hanno partecipato paracadutisti
delle Sezioni e dei Nuclei di: di Tradate, Varese, Saronno, Como,
Milano; alcuni ufficiali e sottufficiali, paracadutisti e incursori, in
servizio presso il Comando N.A.T.O. di Reazione Rapida di Solbiate
Olona, anche un veterano paracadutista di El Alamein, Cesare Lui, ha
voluto, per alcune centinaia di metri, portare la fiaccola.
Passato
il confine con l'Emilia Romagna la Sezione di Parma ha rilevato la
fiaccola superando con un balzo atletico, davvero eccezionale, il Passo
della Cisa per poi rendere la fiaccola agli indefessi tedofori della
sezione di Milano. I quali, coadiuvati per tutto il tragitto dal
responsabile Daniel Papagni e raggiunti da un paracadutista ligure, sono
arrivati al Centro Addestramento Paracadutismo di Pisa, verso le 02.00
di notte del giorno 15 marzo, in anticipo sulla cerimonia prevista per
la mattinata successiva.
La cerimonia conclusiva di accensione del braciere
ha avuto inizio la mattina del giorno 15, con l'ingresso delle quattro
fiaccole, al Centro Addestramento Paracadutismo, scortate dai tedofori che
le avevano portate durante la staffetta.

I quali, hanno consegnato, le fiaccole, quattro
veterani delle scuole militari di: Castel Benito, Tarquinia, Viterbo e
Tradate.

Prese in consegna le fiaccole i quattro veterani, tra cui: il tenente istr.
par. Ruggero Martinotti che reggeva la fiaccola di Tarquinia, Presidente
Onorario della sezione di Milano e il tenente istr. par. Caruso che reggeva
la fiaccola di Tradate, socio della sezione di Varese; si sono recati presso
il braciere sistemato vicino al monumento al paracadutista, sito nel
piazzale El Alamein, per procedere alla sua accensione.

Con questo gesto atletico, nel miglior stile
paracadutistico, si sono così ricongiunte le fiamme simbolo delle nostre
Tradizioni, perchè continuino ad ardere, insieme, là dove si esercita e si
cimenta il paracadutismo militare italiano.
A.F.
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