XC  ANNIVERSARIO  DELLA  PRESA  DEL  COL  MOSCHIN

     

    

     Nei giorni dal 15 al 16 giugno 1918 durante la battaglia difensiva così detta del Solstizio, sulle pendici del massiccio del Grappa, gli arditi “fiamme nere”, del IX Reparto d'Assalto, si rendevano protagonisti di uno dei più epici combattimenti, all'arma bianca, di tutto il primo Conflitto Mondiale. La riconquista in poco più di 24 ore di munite posizioni nemiche del Col Fagheron, Col Fenilon e da ultimo di quelle del Col Moschin.

    Con la loro vittoria ristabilivano la linea della fronte, gravemente compromessa riuscendo a impedire l'aggiramento delle linee italiane, del massiccio del Grappa. Ultimo baluardo di difesa, a nord, del fronte del Piave che, se travolto avrebbe decretato la sconfitta definitiva delle Armate italiane in guerra con gli austroungarici.

   Poco meno di 500 uomini, risoluti a tutto, si erano frapposti  a un nemico fortemente armato e arroccato a difesa, travolgendolo con un eroico e ardito slancio, contribuendo così a  far pendere le sorti di tutto il Conflitto a favore delle nostre Armi.  

 

   

 

 

     Il giorno 14 giugno 2008, i degni eredi di questo Reparto,  il  9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” ha celebrato, sulla sommità dell'omonimo Colle,  il 90° anniversario della battaglia del Solstizio.

     Alla presenza di un folto pubblico, di tutte le Autorità civili e militari del comprensorio del Monte Grappa,  due compagnie del 9° Reggimento composte da incursori e allievi incursori, hanno risalito, come novant'anni prima, il Col Moschin, per rendere onore  ai loro predecessori.

 

 

     Dinnanzi ai Labari delle federazioni Arditi d'Italia, tra cui alcuni componenti in uniforme storica, di diverse Sezioni dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia. La Bandiera di Guerra, del 9° Reggimento d'assalto paracadutisti, ha fatto il suo ingresso, per sistemarsi in testa al Reparto di formazione. Datosi che, le avverse condizioni meteorologiche non hanno consentito, il Suo, previsto aviolancio.

 

 

 

 

     Successivamente Il colonnello incursore Nicola ZANELLI,  Comandante del 9° Reggimento,  ha presentato la forza al generale di brigata, paracadutista Maurizio FIORAVANTI, Comandante della Brigata paracadutisti "Folgore" alla quale, dalla sua costituzione,  il 9°  Reggimento "Col Moschin" appartiene.

 

   

 

 

     Lo stesso colonnello ZANELLI, ha preso la parola per salutare e ringraziare tutti gli ospiti presenti, tra cui il Sindaco del comune di Solagna, Sig. Gian Andrea BELLO', il presidente della Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, generale par. Paolo MEARINI e il presidente della Associazione Nazionale Incursori dell'Esercito, colonnello inc. Enrico CELI.

 

 

 

 

 

    Dopo aver rievocato gli epici fatti, il colonnello ZANELLI, ha letto il messaggio che il Ten. Gen. Emilio DE BONO, Comandante il  IX  Corpo d’Armata, rivolse agli arditi del IX Reparto d'Assalto, dopo la battaglia: "  La storia di «quel che faceste voi» è scolpita, a colpi di bomba e di pugnale, nelle rocce eterne del Grappa, arroventate dal vostro valore, arrossate dal vostro sangue, custodi dei vostri morti. Là sul Fagheron, sul Fenilon, sul Col Moschin, sull’Asolone, è la storia grande; e là dovranno salire a leggerla i posteri, se vorranno comprendere l’epica meraviglia delle vostre gesta… "   Condensando, con questo vibrante messaggio, l'alto senso della cerimonia.

 

 

 

    Il sindaco di Solagna, comune nel cui comprensorio è situato il Col Moschin, ha rivolto anch'esso parole di elogio agli arditi di ieri e agli incursori di oggi, non mancando di salutare le rappresentanze, in uniforme storica, austriaca e ungherese le quali, in un clima di ritrovata serenità, con la loro gradita presenza, hanno ricordato a tutti i vincoli di pacifica convivenza che ormai da decenni ci legano agli altri popoli europei, una volta avversari.

 

 

 

 

    Il generale FIORAVANTI è intervenuto portando il saluto di tutta la Brigata paracadutisti "Folgore" agli incursori del 9° Reggimento, domandandosi cosa è cambiato in questi novant'anni dal termine dei combattimenti sul Col Moschin, per gli arditi ora incursori. La risposta è stata tutto e niente. Infatti se  è vero che, sono cambiati i contesti operativi, si sono perfezionate le tecniche, è pur sempre il combattente che forte delle sue peculiarità, ieri come oggi, a fare la differenza.

    Gli incursori del 9° Rgt., ha proseguito  il generale FIORAVANTI, hanno mantenuto come gli arditi del IX Reparto d'Assalto, gli stessi valori morali e lo stesso amor di Patria che, consente loro di affrontare le prove più difficili anche in teatri come l'Afganistan, dove aliquote del "Nono" sono costantemente impegnate.

   Per questo motivo, con cornice il Colle più caro agli incursori, il generale FIORAVANTI ha letto e consegnato  un encomio al ten. colonnello incursore Giorgio FAMBRINI per il suo comportamento durante la missione svolta, appunto, in Afganistan.

 

 

 

   Subito dopo Il cav. Severino CRISTEL, Presidente dell'UNSI di Pergine Valsugana, ha donato una sua opera, cesellata in rame, raffigurante l'ambito brevetto da incursore al Comandante del 9° Rgt. Col Moschin, Col. ZANELLI.

 

 

 

    E' seguita una S. Messa al campo, officiata dal cappellano militare della Brigata paracadutisti "Folgore", Padre Vincenzo, il quale, durante la sua omelia, ha citato una similitudine del Dalai Lama. Paragonando gli arditi di ieri e gli incursori di oggi ai fiori di loto i quali,  pur vivendo nel fango non si sporcano mai, rimanendo sempre candidi.

   Significando che pur operando in nelle più tragiche realtà, la loro saldezza spirituale unita alla loro professionalità mai li ha visti protagonisti di episodi negativi. Elevando sempre il prestigio del loro nome di combattenti.

 

 

    La cerimonia è proseguita con la suggestiva deposizione, sulla colonna romana che ricorda i fatti d'arme, di ben quattro corone. La corona del 9° Rgt., quella dell'Ass. Naz. Paracadutisti d'Italia, quella dell'Ass. Nazionale Incursori dell'Esercito e quella austriaca.

 

 

 

 

     Deposte le corone i partecipanti hanno posato davanti al Cippo per una foto ricordo di questa sentita e  bellissima cerimonia. Fra loro un giovine ardito che ha suscitato la benevola approvazione di tutti i presenti, regalando la speranza che i valori celebrati sul Col Moschin potranno essere apprezzati anche dalle nuove generazioni.

 

 

 

 

 

 

    Le celebrazioni sul Col Moschin sono terminate con il 9° Rgt. che ha offerto un "vin d'honneur" in uno stand appositamente allestito. L'organizzazione, tutta a cura del personale del "Nono" e della Brigata paracadutisti, si è dimostrata come al solito eccellente  e in questi periodi di ristrettezze economiche, ancor più encomiabile. Sono stati messi a disposizione anche appositi bus "navetta" che hanno portato gli ospiti fin sul Colle.

 

 

    Nel pomeriggio a Bassano del Grappa sono continuate le celebrazioni della battaglia del Solstizio e il 9° Rgt., vi ha partecipato, insieme a un reparto d'onore del 2° Rgt. d'artiglieria "Vicenza" al parco "ragazzi del 99".

 

 

 

 

       Il Comandante per la regione Veneto, gen. di divisione Enrico PINO, presente alle cerimonie pomeridiane, ha detto nel suo saluto: "Ringrazio la città di Bassano per come sa conservare la memoria storica di vicende che sono a fondamento della nostra nazione e mi unisco al sindaco nel sottolineare l'importanza dei valori di pace, democrazia e libertà. Valori che, nella consapevolezza delle vicende passate, sono alla base dell'impegno del nostro Esercito nei luoghi in cui è chiamato a operare».

 

 

    Qui gli incursori, per le condizioni meteo ristabilite, hanno potuto lanciarsi e salutare, nel migliore dei modi, la popolazione e le Autorità che sempre con affetto li ospitano e li ricordano.

 

                                                                                                                            Aldo Falciglia

 

 

 

 

 

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