LA SEZIONE DI MONZA A EL ALAMEIN

 

Milano 28 marzo 2007

 

   Riceviamo e pubblichiamo l'articolo scritto dal par. Francesco CRIPPA Presidente della Sezione di  Monza che descrivere il viaggio, recentemente, effettuato sui luoghi della battaglia di El Alamein.

                                                                                                                                                     Aldo Falciglia

 

 

CAMMINANDO SULLA STORIA

    EL ALAMEIN     27 Febbraio - 5 Marzo 2007

 

     La "careta di bei mat", così avevano ribattezzato i paracadutisti milanesi il Qaret el Himeimat nel lontano 1942 quando, la Folgore era attestata sui 15 km di fronte assegnatogli all'estremo sud dello schieramento italo-tedesco.

    Con la sua caratteristica forma a gobbe di cammello, da cui l'omonimo "passo del cammello", il Qaret rappresentava la punta più avanzata dei reparti italiani e sulla sua cima, a quota 216 metri era posto l'osservatorio del 185 Rgt artiglieria paracadutista.

 

  

 

il Qaret el Himeimat  proveniendo dalle Depressioni del Qattara

 

 

    Possiamo solo immaginare la visione che ebbero i nostri paracadutisti la sera del 23 ottobre 1942, quando 400 cannoni dell'artiglieria britannica aprirono contemporaneamente il fuoco illuminando a giorno l'orizzonte. Ben diversa, invece, la visione che si è presentata ai nostri occhi quando, lo scorso 4 marzo, dopo aver risalito lo scosceso sentiero sul lato sud, ci siamo trovati davanti l'immensità del deserto, proprio da quella cima, dalla buca dell'osservatorio e siamo rimasti senza parole.............in silenzio.

    Spaziando da sinistra a destra il nostro sguardo ha incontrato solo sabbia e rocce, sulla destra il tavolato di Naqb Rala con il Passo del Carro e a sinistra, in lontananza, il costone di Deir el Munassib.

 

 

il tavolato di Naqb Rala visto dalla sommità del  Qaret el Himeimat

 

    Eppure quel  paesaggio così piatto e impenetrabile ci ha trasmesso delle emozioni e delle sensazioni indescrivibili. Stavamo camminando sulla storia, toccando quelle sabbie che avevano visto eserciti scontrarsi, migliaia di uomini morire perla propria bandiera e tanti, tanti eroi..........

    Proprio sul Quaret, con una breve cerimonia, tra le buche ancora ben visibili, abbiamo seppellito un tricolore con il simbolo della nostra sezione. Una cerimonia nella quale il labaro monzese dell'ANPd'I e dell'ANNRA e la bandiera del Plotone Avvoltoi hanno garrito al vento e il grido "Folgore" ha spezzato il silenzio del deserto.

   

 

 la breve cerimonia compiuta sulla cima del Qaret

 

    Sappiamo di non aver fatto niente di eccezionale, ma aver portato un Tricolore in quel luogo che per noi è leggendario ci ha inorgoglito e ha dato un senso ancora più grande al nostro pellegrinaggio.

   

    Già tre giorni prima avevamo visitato il Sacrario, dove, con una cerimonia breve ma solenne abbiamo reso omaggio ai nostri caduti. Momenti di commozione al canto dell' Inno di Mameli, alla lettura della Preghiera del Paracadutista, ma l'apice dell' emozione è stato raggiunto quando lanciato il triplice grido di "Folgore" per l'onore ai Caduti, l'eco sembrava non spegnersi mai .................. da brividi!

  

 

l'ingresso del Sacrario militare italiano a El Alamein

 

 

 

 

Onore ai Caduti !

 

     Ci siamo resi conto di quanto diverso sia cantare le nostre canzoni durante le serate associative, alle cene o ai raduni e invece cantarle mentre inquadrati si percorre il viale della Corte d'Onore che dall'ingresso porta al Sacrario; di quanto diverso sia parlare del Conte Paolo Caccia Dominioni e invece essere all'interno di Quota 33, vedere e toccare le sue cose, capire dove e come ha vissuto i suoi 14 anni nel deserto per realizzare la sua meravigliosa e meritoria opera.

 

 

Quota 33  la  base del Ten. Col. Conte Paolo Caccia Dominioni di Sillavengo

 

      Mi sono venute in mente le parole dei nostri due "folgorini" (scomparsi da pochi anni) Franco Gremignani e Edgardo Lioci che dicevano spesso: "...non possiamo descrivervi appieno quello che abbiamo vissuto, forse quando vi capiterà di andare a El Alamein potrete capire qualcosa di più...." Avevano ragione, questa esperienza ci ha arricchito nei sentimenti nello spirito e negli ideali che escono rafforzati da queste giornate passate tra Sacrari, musei e luoghi di guerra.

   

 

museo della battaglia: il manichino del paracadutista italiano

 

 

museo della battaglia: il plastico con la ricostruzione degli avvenimenti

 

    Nel museo del Sacrario abbiamo ammirato i cimeli e le armi dei nostri soldati, mentre nel museo di El Alamein la panoramica sugli avvenimenti in Africa settentrionale è stata impareggiabile.
    Non poteva mancare, per chi come noi, si considera ancora un soldato, la visita al Sacrario tedesco e al cimitero di guerra britannico e in entrambi sostare sull'attenti per un minuto di silenzio in ricordo di tutti i caduti. Alleati o avversari che fossero allora.

   

 

al Sacrario degli alleati  tedeschi

 

 

il cimitero delle truppe dell'impero britannico

 

    Alla spedizione hanno preso parte i paracadutisti Crippa Francesco, Ronco Bruno,  Tagliabue Fabio, Nava Gianni, Silva Giorgio, Beretta Massimo, Aldo Falciglia (Presidente della Sezione di Saronno), Manfredi Doriano, Panini Roberto(della sezione di Genova), brigadiere capo in riserva Galbiati Gaetano, i soci Ruggeri Alberto, Palma Elena e Crippa Riccardo.

 

FOLGORE!!!!!!

                                                                                                          Par. Francesco Crippa

                                                                                                     Presidente sezione di Monza

 

 

  

 

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