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Numerose
persone e giornalisti ci hanno scritto per avere maggiori ragguagli su
quanto si va a commemorare a Tradate nei giorni 8 e 9 novembre c.a. durante il
nostro Raduno Ragionale. Ecco quindi alcune note esplicative.
Folgore!
il
segretario del II Gruppo Regionale
COMMEMORAZIONE
32° ANNIVERSARIO INCIDENTE DELLA MELORIA
Il 9 Novembre 1971, durante una esercitazione N.A.T.O., 44 giovani
paracadutisti di leva e due sottufficiali in servizio permanente, tutti della 6°
compagnia "Grifi", decollavano dall'aeroporto di Pisa San Giusto, a
bordo di un Hercules C130 della Royal Air Force, alla volta della zona lancio di
Villacidro in Sardegna. Purtroppo non arrivarono mai a destinazione in quanto
l'aereo britannico precipitava nelle acque delle secche della Meloria,
antistanti la città di Livorno. Nell'incidente perirono tutti gli occupanti
dell'aeromobile: i paracadutisti militari italiani e i sei aviatori inglesi
d'equipaggio.

Il
luttuoso evento coinvolse tutta la Nazione che dimostrò alla Folgore l'affetto
e il cordoglio per la immane perdita dei suoi 46 paracadutisti. Le operazioni
subacquee di recupero delle salme causarono un'altra vittima: il Sergente
Maggiore Incursore Giannino Caria, dell'allora IX° Battaglione Sabotatori
Paracadutisti, che sacrificava la sua vita in una missione di pietà umana volta
ad alleviare le sofferenze dei congiunti delle vittime. Alla sua memoria fu
concessa la Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Tutti
i paracadutisti italiani ricordano quella che fu la più grossa tragedia che dal
dopo guerra ad oggi ha coinvolto la Brigata Paracadutisti “Folgore”; molte
sono le iniziative volte a perpetuare la memoria di quel sacrificio. Nel 2001,
in occasione del trentennale, alcuni operatori subacquei della Associazione
I.A.N.T.D. Italia – Adria e Incursori paracadutisti del 9° Rgt. Paracadutisti
d’Assalto “Col Moschin”, hanno deposto sui fondali delle acque della
Meloria, con una suggestiva cerimonia a cui erano presenti il Vice Presidente
del Consiglio On. Fini e il C.te della Brigata Paracadutisti Gen. M. Bertolini,
un cippo marmoreo di ben 670 Kg.
Quest’anno il giorno 15 c.m. verrà inaugurato un
monumento a Livorno sempre a perenne ricordo. Tutte queste attività si svolgono
sotto l’egida della sempre attiva Associazione delle Vittime della Meloria, la
quale tra i suoi scopi associativi prevede e applica l’assistenza morale e
materiale di paracadutisti in servizio, grazie ad un apposito fondo alimentato e
gestito dall’Associazione stessa.
LA SCUOLA MILITARE
DI PARACADUTISMO A TRADATE
Il centro addestramento paracadutisti,
dell’Aeronautica Nazionale Repubblicana, a Tradate viene costituito
nell’autunno del 1943. Il quadri che lo compongono sono gli ufficiali e i
sottufficiali già istruttori di paracadutismo presso le scuole di Tarquinia e
Viterbo, funzionanti fino a prima dell’armistizio
(8 settembre 1943)
Lo stesso personale provvede a recuperare
presso le scuole di Tarquinia e Viterbo le attrezzature per l’addestramento e
circa 600 paracadute IF 41 SP colà abbandonati dalla data dell’armistizio.
Nell’autunno del 1943 cominciano ad affluire presso la scuola di
Tradate i primi allievi paracadutisti già selezionati e iniziano un intenso
addestramento fisico e prelancistico per poter essere impiegati come
paracadutisti.

Nella primavera del 1944, più precisamente dal 23
al 26 aprile tutto il battaglione allievi paracadutisti effettua il lancio di
brevetto presso l’aeroporto di Venegono. Dei 2.500 aspiranti solo 500
si brevettano a testimonianza dei rigorosi standard d’addestramento
applicati presso la scuola.
Terminato il primo ciclo addestrativo la scuola militare di Tradate ricomincia
la formazione di altri complementi da inviare presso i reparti paracadutisti.
Tale attività si protrarrà fino al termine delle ostilità (aprile 1945)

L’8 maggio 1945, il personale riversa tutto il
materiale lancistico e i paracadute presso i depositi della neo costituita
Aeronautica Militare a Milano in piazza Novelli. Tale operazione consentirà,
nell’immediato dopoguerra, la ripresa delle attività lancistiche in Italia,
in quanto il materiale della scuola di Tradate sarà l’unico disponibile e
efficiente per la costituzione dei primi reparti paracadutisti del rinato
Esercito Italiano.
IL SACRARIO MILIATRE
DI TRADATE
Terminato il secondo conflitto mondiale, alcuni
veterani, appartenenti alla propria Associazione d’Arma (A.N.P.d’I.)
decisero di intraprendere un lungo e difficile lavoro di ricerca per dare degna
sepoltura alle salme di paracadutisti dispersi in guerra.
In questa difficile missione di fede e di amore si
distinse l’ausiliaria paracadutista Vanda Bertoni,
animatrice del solidale impegno di decine e decine di persone. Le varie
amministrazioni comunali che si successero nel corso degli anni a Tradate,
dimostrarono la loro pietosa solidarietà e consentirono la sepoltura
nell’allora Famedio Militare presso il localeCampo Santo.

L’opera svolta ha assunto una rilevanza nazionale
al punto tale che il Famedio Militare nel 1997 è diventato Sacrario Militare e
raccoglie le spoglie mortali di ben 87 paracadutisti che hanno combattuto sia
nel Regio Esercito (1941-1943) sia nell’Esercito del Nord che di quello del
Sud (1943-1945). Tutti uniti
nell’eterno riposo e ricordati (come da Statuto) dai paracadutisti della
propria Associazione d’Arma.

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