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Il 4 Luglio 2006 ci ha lasciato il Mar. Magg. “A”
par. Silvano BARATELLI.
Nato a Varese, classe 1931, se ne è andato in
silenzio, senza clamore.
Era un Soldato che ha vissuto la maggior parte
della sua vita in uniforme: nel dopoguerra, dopo un breve periodo
(ancorché molto giovane) nella Repubblica Sociale Italiana, si arruola
nelle rinate Forze Armate italiane. Chiede di andare nei Paracadutisti
e, convinto di esserci riuscito, viene assegnato alla Divisione “Nembo”
che, a parte alcuni quadri U. e SU., non è più un’unità Paracadutisti.
Successivamente viene trasferito al Rgpt. Lagunari a Venezia: per alcuni
anni scorazza sulla laguna veneta come pilota di natanti e mezzi da
sbarco. E’ poi la volta dell’Alto Adige dove, come Capo deposito
munizioni e artificiere anti-sabotaggio, trascorre 5 anni (era l’epoca
dei tralicci !).
Finalmente nel 1967 riesce a coronare il sogno di
gioventù ed entra nei ranghi della “Folgore”, allora 1° Rgt.
Paracadutisti, dove continua ad operare, sino al congedo, come
artificiere anti-sabotaggio.
Trasmette il Suo entusiasmo per la specialità
Paracadutisti ai suoi tre figli maschi che presteranno tutti servizio
nei ranghi della “Folgore”. Purtroppo il 15 Giugno 1981 il figlio Marco,
Sottufficiale Incursore del 9° Rgt., cade sul campo di lancio di
Altopascio con un commilitone. Proprio a Marco Baratelli verrà
intitolata la Sezione ANPd’I di Varese.
Nel 1985, dopo aver partecipato alle Operazioni in
Libano, Silvano si congeda dall’Esercito e si trasferisce a Varese. Ma
l’abito civile mal gli si addice ed indossa nuovamente l’uniforme del
Corpo Militare della Croce Rossa Italiana nel cui ambito opera, in
Italia ed all’estero, sino a pochi anni fa.
Per chi lo ha conosciuto non c’è bisogno di
spendere altre parole, invece chi non ha avuto questa fortuna,
probabilmente, ha perso l’opportunità di conoscere un Paracadutista
vero, uno di quelli che sapeva infondere nei giovani quel sano spirito
di Paracadutista che da sempre è stato il collante di tutti i Parà della
“Folgore”. Ci piace pensare che adesso se ne stia, in quell’angolo di
cielo, con il figlio Marco, in compagnia dei vecchi commilitoni del 2°
Btg. Paracadutisti “Tarquinia” che lo hanno preceduto “alla porta” per
l’ultimo lancio. Come ha detto uno di noi, con lui se ne è andata una
parte della nostra vita. Ciao Silvano, Folgore !
Gli amici Paracadutisti
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