Milano agosto 2006

 

    

     Riceviamo e pubblichiamo un breve ricordo del Mar. Magg. “A” par. Silvano BARATELLI socio della Sezione di Varese che ha raggiunto quell'angolo del cielo.

     Tutti quelli che, di noi, hanno avuto l'onore di conoscerlo e frequentarlo, lo ricordano come il progenitore di una stirpe di valorosi paracadutisti che tanto hanno dato e danno alla nostra Patria, nel solco dell'esempio che in tutta la sua vita Silvano ha tracciato.

 

                                                                          A.F.

 

 

 

Il 4 Luglio 2006 ci ha lasciato il Mar. Magg. “A” par. Silvano BARATELLI.

Nato a Varese, classe 1931, se ne è andato in silenzio, senza clamore.

Era un Soldato che ha vissuto la maggior parte della sua vita in uniforme: nel dopoguerra, dopo un breve periodo (ancorché molto giovane) nella Repubblica Sociale Italiana, si arruola nelle rinate Forze Armate italiane. Chiede di andare nei Paracadutisti e, convinto di esserci riuscito, viene assegnato alla Divisione “Nembo” che, a parte alcuni quadri U. e SU., non è più un’unità Paracadutisti. Successivamente viene trasferito al Rgpt. Lagunari a Venezia: per alcuni anni scorazza sulla laguna veneta come pilota di natanti e mezzi da sbarco. E’ poi la volta dell’Alto Adige dove, come Capo deposito munizioni e artificiere anti-sabotaggio, trascorre 5 anni (era l’epoca dei tralicci !).

Finalmente nel 1967 riesce a coronare il sogno di gioventù ed entra nei ranghi della “Folgore”, allora 1° Rgt. Paracadutisti, dove continua ad operare, sino al congedo, come artificiere anti-sabotaggio.

Trasmette il Suo entusiasmo per la specialità Paracadutisti ai suoi tre figli maschi che presteranno tutti servizio nei ranghi della “Folgore”. Purtroppo il 15 Giugno 1981 il figlio Marco, Sottufficiale Incursore del 9° Rgt., cade sul campo di lancio di Altopascio con un commilitone. Proprio a Marco Baratelli verrà intitolata la Sezione ANPd’I di Varese.

Nel 1985, dopo aver partecipato alle Operazioni in Libano, Silvano si congeda dall’Esercito e si trasferisce a Varese. Ma l’abito civile mal gli si addice ed indossa nuovamente l’uniforme del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana nel cui ambito opera, in Italia ed all’estero, sino a pochi anni fa.

Per chi lo ha conosciuto non c’è bisogno di spendere altre parole, invece chi non ha avuto questa fortuna, probabilmente, ha perso l’opportunità di conoscere un Paracadutista vero, uno di quelli che sapeva infondere nei giovani quel sano spirito di Paracadutista che da sempre è stato il collante di tutti i Parà della “Folgore”. Ci piace pensare che adesso se ne stia, in quell’angolo di cielo, con il figlio Marco, in compagnia dei vecchi commilitoni del 2° Btg. Paracadutisti “Tarquinia” che lo hanno preceduto “alla porta” per l’ultimo lancio. Come ha detto uno di noi, con lui se ne è andata una parte della nostra vita. Ciao Silvano, Folgore !

                                                                                 

                                                                                                              Gli amici Paracadutisti

 

 

 

 

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